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Articolo: Jim Clark: leggenda del motorsport e pilota senza pari

© Fotocollectie Anefo / Nationaal Archief
f1

Jim Clark: leggenda del motorsport e pilota senza pari

Molto è stato scritto su Jim Clark e sulla sua incredibile capacità di dominare le corse. I suoi meccanici riferivano che consumava infinitamente meno gli pneumatici e i freni rispetto agli altri piloti, come se accompagnasse sempre la sua monoposto senza imporle alcuna sollecitazione.

La cosa più sorprendente, tuttavia, erano le incredibili qualità umane vantate da tutti coloro che avevano frequentato l'uomo: modestia, discrezione, empatia, che hanno contribuito a forgiare la sua leggenda. Le tracce lasciate nel motorsport sono profonde. 3 circuiti hanno segnato in modo particolare la sua carriera.

Spa 1960: il fine settimana in cui tutto avrebbe potuto finire

A Spa corre il suo secondo GP in F1 nel 1960 e vi otterrà 4 vittorie, ma tutte avranno un sapore amaro: infatti, per questa gara che si trasformerà in tragedia, fa parte di una formazione di 4 piloti della Lotus e i suoi 3 compagni di squadra subiranno un incidente: Stirling Moss, che si spezzerà le gambe; Mike Taylor, che dovrà porre fine alla sua carriera da pilota; e Alan Stacey, che morirà in gara. Inoltre, sarà testimone oculare di un altro incidente mortale durante la gara, quello di Chris Bristow. Clark finirà al quinto posto, conquistando così i suoi primi punti.

È certo che pensò seriamente di ritirarsi dopo quel fine settimana da incubo. Tornerà e firmerà l'anno successivo su questo stesso circuito la sua prima vittoria in GP. Seguiranno altre 3 vittorie, ma Clark conserverà un odio profondo per Spa-Francorchamps.

© Fotocollectie Anefo / Nationaal Archief - Jim Clark sulla sua Lotus al Gran Premio d'Olanda

Monza 1961: la terribile ingiustizia

Il rapporto di Clark con Monza e l'Italia fu complicato e doloroso. Nel 1961, è vittima di un incidente con Wolfgang von Trips, pilota Ferrari. Lui e 14 spettatori moriranno. Fu rapidamente indicato come responsabile di questa tragedia, cosa che si rivelerà falsa, ma i tifosi manterranno nei suoi confronti una profonda avversione che lo metteva a disagio.

Tutto cambierà nel 1965, quando Clark, dominando in modo insolente la stagione di F1, parte in testa a Monza ma è vittima di una foratura, perdendo un giro intero rispetto ai leader della gara. Intraprenderà una risalita solitaria allucinante che lo porterà al trionfo, su un circuito favorevole all'effetto aspirazione e alla corsa in gruppo. Sensibile a questa impresa, il pubblico italiano si schiererà poi a favore di Jim Clark.

© Fotocollectie Anefo / Nationaal Archief - Jim Clark al Gran Premio d'Olanda nel 1964

Zandvoort 1967: il più grande?

Nel corso del 1966, Clark sceglie a malincuore l'esilio fiscale fuori dalla Gran Bretagna. La conseguenza di questa decisione è il divieto di soggiornare sul territorio per un anno. Clark vivrà quell'anno a Parigi, città che amava profondamente.

La nuova monoposto progettata da Colin Chapman, la Lotus 49, fa il suo debutto in primavera del 1967 a Zandvoort e Clark la impone fin dalla sua prima apparizione. Ma bisogna sapere che, non potendo recarsi in Inghilterra, la totalità dei test di messa a punto della 49 fu condotta da Graham Hill. Clark scoprì l'auto al suo arrivo in pista e la portò alla vittoria senza averla mai guidata prima, con una facilità disarmante.

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